Non credete che la fiducia sia una cosa veramente effimera? Soltanto alcuni mesi fa gli indicatori dei gestori di attività di produzione e acquisto al dettaglio in tutta l’Europa riflettevano una fiducia sempre maggiore, ordinazioni sostenute e un output migliore nel settore produzione, vendita al dettaglio e terziario. Oggi il recupero globale si è bloccato; per la prima volta in oltre due anni l’economia europea si è di nuovo contratta e le previsioni non sono ottimiste. Chris Williamson, l’economista capo di Markit, un service provider globale per informazioni finanziarie, ci ha spiegato: “Gli indicatori per il futuro, in particolare un maggiore declino di nuovi affari subentranti e una fiducia sempre minore nel settore terziario negli anni a venire, sollevano il rischio di una nuova recessione nei mesi futuri”.
Di conseguenza quando le società che desiderano tagliare i costi prendono in considerazione le operazioni con carrelli, dove sarà possibile fare economie senza mettere in pericolo la sicurezza e il rapporto valore-costo?
“Gli indicatori per il futuro, in particolare un maggiore declino di nuovi affari subentranti e una fiducia sempre minore nel settore terziario negli anni a venire, sollevano il rischio di una nuova recessione nei mesi futuri.”
Tom Broeder, il responsabile vendite di Crepa, in Olanda, crede che molte società potrebbero ottenere una considerevole riduzione sui costi, del 10-15%, semplicemente coordinando il tragitto di andata e ritorno percorso dal carrello.
Ci ha spiegato: “Spesso si nota che agli operatori è stato chiesto di fare un lavoro o un altro e questi si affrettano a rispondere alle richieste del team di vendita, ma se ogni volta che un ordine è trasportato alla zona di carico per la consegna l’operatore è anche in grado di prelevare la merce appena arrivata, potrà percorrere il viaggio di ritorno al magazzino con un carico pieno. Ne consegue che il numero di viaggi richiesti ogni giorno sarà considerevolmente ridotto”. In questo modo, non solo diminuirebbe considerevolmente il consumo del combustibile, ma si ridurrebbe anche la quantità di carrelli e operatori necessari per gestire il settore merce in entrata e merce in uscita.

Per aumentare ulteriormente questo processo, si potrebbe programmare la consegna della merce in entrata e in uscita in modo da diminuire al massimo i picchi di attività. “Una società che possiede 10 carrelli per soddisfare i picchi di richiesta nella maggior parte del tempo potrebbe necessitarne soltanto 7. Se fosse possibile appianare i punti massimi dell’attività grazie a programmi migliori di vendita e una pianificazione piu accurata dell’approvvigionamento, forse si potrebbe ridurre in permanenza il numero dei carrelli di 2 o 3 unità e quindi diminuire anche il personale necessario”.
Per funzionare al modo dovuto, questo tipo di operazione si basa su tre aspetti molto importanti. Prima di tutto, per la merce in entrata e in uscita sono necessari lead time più lunghi in modo da permettere al magazzino di coordinare al meglio i movimenti e diminuire i periodi di massima e minima attività. In seguito, si deve organizzare una zona d’attesa di maggior dimensione alle baie di carico e scarico che permetta di impilare le ordinazioni in attesa prima della movimentazione. Per ultimo, è necessario un qualche sistema di programmazione; per le società più piccole, quest’aspetto potrebbe essere facilmente gestito da un foglio elettronico tipo Excel, ma un buon sistema di gestione del magazzino (WMS) garantirebbe la combinazione più effi cace dei movimenti in entrata e in uscita basandosi su informazioni dirette e sulla priorità delle vendite ed operazioni.
A detta del signor Broeder l’ostacolo maggiore a questo tipo di coordinamento è la cultura presente; il magazzino viene spesso considerato soltanto una voce di costo e sia il personale di vendita che quello operativo è stato abituato ad anticipare un servizio immediato. Ne consegue che è importante per l’intera società esaminare gli effetti che un coordinamento di questo tipo potrebbe avere sui settori operativo, di vendita e di magazzinaggio. Partendo da queste considerazioni, per assicurare il risultato migliore in totale si potrebbe sviluppare una nuova strategia per le vendite e la pianificazione dell’approvvigionamento in modo da equilibrarli efficacemente. Da ultimo, sarà possibile incorporare l’efficienza del magazzino nelle relazioni con i clienti e i fornitori.
“ il magazzino viene spesso considerato soltanto una voce di costo e sia il personale di vendita che quello operativo è stato abituato ad anticipare un servizio immediato. Ne consegue che è importante per l’intera società esaminare gli effetti che un coordinamento di questo tipo potrebbe avere sui settori operativo, di vendita e di magazzinaggio.”
Naturalmente, i responsabili del settore vendita non sono entusiasti dell’idea di cambiare le condizioni lavorative per clienti di lunga durata, ma in molti casi potrebbero negoziare un programma di consegna più lungo, in particolare se sono in grado di offrire i risparmi ottenuti sotto forma di sconto al cliente. Il signor Broeder ha aggiunto: “Devo rilevare però che in alcuni settori non è possibile chiedere ai clienti di attendere - il tempo è denaro - ma se non si chiede la domanda non si saprà mai la risposta”.

Il signor Broeder ha fatto anche un altro suggerimento interessante: “Spesso vediamo che un magazzino è stato progettato in modo da provvedere più pallet possibili nel magazzino e quindi con corridoi molto stretti, ma se un operatore non può manovrare facilmente il arrello nello spazio a sua disposizione potrebbe danneggiare il carrello, la scaffalatura ed il prodotto, con spreco di tempo e soldi, oltre che pericolo per la sicurezza dell’intera operazione. A nostra opinione, sarebbe meglio perdere alcuni posti per i pallet creando corridoi abbastanza larghi da permettere all’operatore di manovrare il carico in modo più facile, veloce e sicuro”.
A detta di David Ellison dell’associazione britannica del settore dei carrelli (British Forklift Truck Association) più a lungo il parco carrelli è stato operante più si sono apportati cambiamenti al modo di operare dell’attività che ne hanno ridotto l’efficacia e il rapporto sul costo dell’intero parco. “Si potrebbe chiedere a un professionista di organizzare una nuova ricerca o sondaggio di tutte le operazioni con i carrelli – con la possibilità di risparmi sui costi oppure la necessità di spendere un po’ di soldi per rimediare alla situazione”. In un modo o nell’altro dovrebbe essere possibile valutare se conviene fare investimenti per risparmiare soldi tramite un metodo di lavoro più efficace.
“A nostra opinione, sarebbe meglio perdere alcuni posti per i pallet creando corridoi abbastanza larghi da permettere all’operatore di manovrare il carico in modo più facile, veloce e sicuro.”
In molti casi la riduzione dei costi comporta semplicemente l’instaurazione di migliori pratiche operative per risparmiare il carburante, oltre ad una gestione più efficiente dell’intero magazzino. Il signor Ellison ha precisato: “Si potrebbe ridurre il tempo e le distanze dei tragitti diminuendo il numero delle fasi dell’intera operazione oppure mettendo in un luogo diverso la merce in entrata e quella in uscita”. In questo modo dovrebbe anche essere possibile ridurre i pericoli e gli ostacoli poiché manovrare il carrello attorno a pallet danneggiati e merce scartata fa aumentare il tempo del tragitto ed il consumo del combustibile, oltre al rischio di ritardi per ragioni molto più serie.
Il taglio dei costi però è accompagnato anche da avvertenze molto serie per la sicurezza sul lavoro; alcune iniziative molto appetitose potrebbero creare a lunga scadenza problemi gravi e costosi. I controlli eseguiti giornalmente dall’operatore prima di ogni turno sono stati appositamente studiati per identificare i difetti e problemi dell’unità – non si consiglia mai di eliminarli. A detta del signor Ellison: “Se si nota una perdita dell’olio idraulico, un pneumatico danneggiato o un problema con le forche all’inizio della giornata è possibile risolverlo abbastanza velocemente, ma se il carrello si guasta a metà dell’operazione di scaffalatura con il montante sollevato il problema sarà molto più serio”.

Il tirocinio rappresenta la chiave a operazioni con carrelli più sicure ed effi cienti; qualsiasi tentativo di ridurre il tirocinio iniziale durante il quale l’operatore si familiarizza con veicoli diversi e l’addestramento seguente da parte del supervisore ridurrà molto presto la sua efficienza risultando in incidenti più frequenti con veicoli e personale nelle operazioni di scaffalatura. Di conseguenza, i costi totali per l’intera attività aumenteranno considerevolmente. “Però molte società tendono a provvedere un tirocinio di aggiornamento su una base regolare, quindi non hanno preoccupazioni sotto quest’aspetto”.
Monitorando, valutando e documentando regolarmente le loro prestazioni, a detta del signor Ellison è possibile identifi care gli operatori che necessitano un addestramento addizionale e chiedere loro di fare un corso d’aggiornamento non appena diventa necessario. “Quando il budget è limitato ci si deve assicurare che i soldi a disposizione per il tirocinio siano spesi per le persone che ne trarranno il massimo vantaggio”.
Benché sia allettante ritardare la manutenzione programmata o usare un combustibile meno caro, oltre al rischio di un guasto ne conseguiranno costi per il combustibile più alti dato che ciò farà diminuire l’effi cacia del motore. Ugualmente, è pericoloso ridurre le procedure per la sicurezza in modo da guadagnar tempo - gli incidenti costano molto!
Il signor Ellison ha concluso il suo discorso con un consiglio per le società che impiegano personale d’agenzia quando devono coprire i periodi di massima richiesta: “È perfettamente accettabile se si tratta di un’agenzia affidabile, ma in caso contrario probabilmente gli operatori non sono stati addestrati al modo giusto oppure non hanno nessuna conoscenza del tipo di attrezzatura usato. Si raccomanda di controllare sempre che il personale nuovo sia ben qualificato e aggiornato”.
La conclusione del signor Broeder è stata: “La cosa più importante per le società è riflettere su tutti questi aspetti, analizzare ogni iniziativa e calcolare i vantaggi o i costi a lunga scadenza. Se sono in grado di farlo potranno riscontrare risparmi considerevoli per l’intera attività”.
Le 10 economie più popolari da evitare perché rappresentano un falso risparmio:
- Riduzione dei controlli prima di ogni turno
- Diminuzione della manutenzione
- Riduzione dell’addestramento
- Autorizzazione negligente a procedere da parte dei dirigenti
- Assunzione del personale d’agenzia senza aver fatto prima le dovute valutazioni
- Rilassamento dei controlli sulle zone di carico
- Mancata osservanza delle pratiche lavorative migliori
- Uso di un’attrezzatura non appropriata
- Uso di un combustibile di qualità mediocre
- Rilassamento delle regole per la segregazione dei pedoni




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