I prezzi del petrolio, come quelli di qualsiasi altra merce, sono soprattutto dettati dalle forze dell’offerta e domanda. Meno rifornimenti avevano fatto aumentare il prezzo. Al contrario, quando la domanda diminuì in modo drammatico durante la recessione economica globale dal 2008 al 2009 i prezzi arrivarono ad un minimo di $30 al barile.
Al momento in cui è stato scritto questo articolo, il prezzo del Brent Crude, usato come punto di riferimento per due terzi dei prezzi di petrolio nel mondo, era sceso a meno di $106 al barile in risposta alle preoccupazioni sull’economia europea e degli Stati Uniti. Benché sarà sempre suscettibile agli eventi politici ed economici, esiste però un trend di base serio che sostanzialmente ne detterà il prezzo.
Sondaggi eseguiti da Macquarie Capital e basati su dati correnti dimostrano che la richiesta sta aumentando in continuazione e che in qualche periodo nei prossimi 5-10 anni supererà l’offerta, di necessità forzando i prezzi anche più in alto. Tenendo in mente queste prospettive tetre per il futuro, fa senso che le società prendano attentamente in considerazione la possibilità di ridurre il consumo per il carburante del parco carrelli, come parte di un’iniziativa corporativa volta a diminuire il consumo dell’energia.
Remke Van Ommeren, manager del prodotto a Crepa, concessionaria per l’Olanda di Cat® Lift Trucks, ci ha spiegato: “Non esiste una soluzione unica che ci farà risparmiare litri di combustibile, però possiamo fare diverse cose che, tutte insieme, probabilmente faranno ridurre il consumo di una considerevole percentuale”. Molti tra questi accorgimenti rappresentano una questione di senso comune e disciplina operativa, ad esempio l’uso del veicolo giusto per il lavoro intrapreso.
“Tenendo in mente queste prospettive tetre per il futuro, fa senso che le società prendano attentamente in considerazione la possibilità di ridurre il consumo per il carburante del parco carrelli, come parte di un’iniziativa corporativa volta a diminuire il consumo dell’energia.”
Le abitudini dell’operatore svolgono un ruolo importante nel consumo del combustibile poiché, per esempio, se accelera al massimo per aumentare la potenza, il consumo del combustibile aumenterà di parecchio. Inoltre, più è grande il carrello più costa questo modo di comportarsi.

Un altro aspetto è lasciare acceso il motore mentre si carica e scarica la merce. Per un carrello, mettere il motore a folle rappresenta una parte essenziale dell’efficienza operativa, ma non fa senso dal punto di vista economico farlo quando il carrello non è in uso oppure l’operatore sta pranzando. Per instillare la disciplina di parcheggiare e spegnere un carrello non in uso è necessario avere una base di operatori proattivi che non soltanto capiscono quanto sia richiesto da loro, ma sono anche motivati a mettere in pratica questo tipo di disciplina. E ciò necessita un controllo ben informato e gestito da parte del management.
Nel frattempo, molte società che addestrano gli operatori di carrelli includono nel proprio programma di tirocinio elementi sulle pratiche migliori per l’ambiente e l’efficienza del combustibile - basta quindi cercare questa opzione oppure incorporarla nel programma di tirocinio eseguito nello stabilimento.
L’uso di tecnologie nuove può aiutare a rafforzare le buone pratiche sul posto di lavoro. A detta del signor Van Ommeren: “Su molti carrelli moderni sono già incorporati sistemi per la gestione del motore che automaticamente lo fanno spegnere se rimasto a folle per un periodo di tempo specificato. Sarebbe consigliabile montare dispositivi simili anche su quelli già esistenti, dato che il ritorno dei soldi spesi potrebbe risultare abbastanza veloce, a seconda del numero di ore in cui il carrello è attivo ogni giorno”.
“Nel frattempo, molte società che addestrano gli operatori di carrelli includono nel proprio programma di tirocinio elementi sulle pratiche migliori per l’ambiente e l’efficienza del combustibile.”
Sistemi di gestione simile possono anche dare informazioni su altri aspetti dell’uso del carrello. Collegando il codice identificativo dell’operatore con l’utilizzo del carrello e il consumo del combustibile, è possibile paragonare il modo di guida dell’operatore ed identificare le persone che usano troppo combustibile. Spetta poi ai dirigenti correggere il comportamento basandosi su prove di fatto. David Ellison, l’amministratore delegato della federazione per la promozione del’uso professionale di carrelli elevatori (FLTA) ha ulteriormente precisato: “È possibile identificare gli operatori che, diciamo, spingono troppo sul pedale dell’acceleratore; si potrebbe chieder loro di andare più piano oppure trovare un lavoro in un altro settore della società”.
Secondo il signor Van Ommeren un sistema simile è già stato adottato negli aeroporti olandesi; quando un carrello, oppure un qualsiasi altro veicolo usato nell’aeroporto, viene rifornito di carburante il fornitore non solo rilascia una fattura regolare per il combustibile erogato, ma anche una relazione in cui si mostrano il numero di ciascun veicolo, il codice reparto, quanto combustibile era necessario per riempire il serbatoio e quando si è verificata l’operazione. A sua detta: “I dirigenti considerano questo sistema un ottimo metodo gestionale per controllare il consumo del carburante e correggere il comportamento dell’operatore. I dirigenti migliori possono anche farlo diventare un gioco competitivo in modo da garantire una maggior efficienza per il consumo del carburante”.
Un altro fattore importante che governa il consumo del combustibile è il modo in cui è stato progettato lo stabilimento e le distanze che i carrelli devono percorrere ogni giorno -indipendentemente dal fatto che si tratti di un magazzino, fabbrica o cantiere edile. Questi fattori sono validi tanto per i carrelli elettrici che per quelli a combustione interna usati all’esterno.
“Collegando il codice identificativo dell’operatore con l’utilizzo del carrello e il consumo del combustibile, è possibile paragonare il modo di guida dell’operatore ed identificare le persone che usano troppo combustibile.”
In uno stabilimento nuovo lo schema circuitale dovrebbe essere stato già ottimizzato, ma si consiglia sempre di rivedere con regolarità i percorsi del traffico e la posizione relativa delle zone di magazzinaggio e per il parcheggio dei carrelli, i punti per la merce in entrata e di consegna in tutto lo stabilimento, in particolare se si introducono frequentemente prodotti nuovi, incarichi diversi, ecc.

Forse non è possibile o efficace dal punto di vista del costo apportare cambiamenti strutturali al sito, ma, per esempio, semplici modifiche nel modo in cui è diretto il traffico oppure zone diverse per parcheggiare i carrelli potrebbero avere come risultato un viaggio considerevolmente più breve e quindi un risparmio sul combustibile. Modifiche di questo genere potrebbero essere anche più redditizie in un impianto più vecchio.
Il signor Ellison ha continuato: “Se, per esempio, usate un magazzino vecchio per consegnare la merce i carrelli potrebbero dover viaggiare su tre lati dell’edificio; un semplice cambiamento nel circuito del traffico probabilmente farà diminuire considerevolmente la distanza e ridurre il consumo del carburante”. Un altro suo suggerimento è di chiedere di controllare in modo imparziale l’efficienza dell’intera operazione ad una persona non coinvolta - ad esempio qualcuno da un altro settore della società o persino dall’esterno, le cui percezioni non sono dettate dal fatto che lavora tutto il giorno in quella mansione.
Per quanto riguarda la prospettiva del management, diversi aspetti hanno un impatto sull’efficienza di un carrello: molti dirigenti potrebbero essere tentati di risparmiar soldi diminuendo la manutenzione, ma questa è una falsa economia poiché un motore mantenuto secondo il manuale apposito del produttore, con controlli giornalieri da parte dell’operatore ed un servizio regolare come indicato, tende a funzionare meglio, usa molto meno carburante e non si rompe così facilmente.
“un semplice cambiamento nel circuito del traffico probabilmente farà diminuire considerevolmente la distanza e ridurre il consumo del carburante.”
A detta del signor Van Ommeren: “Con un combustibile di buona qualità i motori rimangono molto puliti e funzionano meglio, quindi consumano di meno”. E, cosa interessante, le statistiche dimostrano che pneumatici logorati o di qualità scadente possono aumentare la resistenza al rullio e quindi il consumo del combustibile dal 10% al 30%. Su un carrello elettrico questo effetto può essere monitorato facilmente dato che l’amperaggio aumenta man mano che aumenta la resistenza, ma su un carrello a diesel l’effetto non è quantificabile così facilmente. Quindi, acquistare dei pneumatici di buona qualità appropriati per l’ambiente e poi cambiarli quando logorati può risultare in un risparmio sul costo dell’intera operazione.
“molti dirigenti potrebbero essere tentati di risparmiar soldi diminuendo la manutenzione, ma questa è una falsa economia...”
Infine, un carrello che esegue manovre di sollevamento ed inclinazione, movimento laterale, posizionamento e usa delle pinze consuma più combustibile che quando svolge manovre più semplici, quindi conviene fare quanto possibile per assicurarsi che i carichi pesanti siano posizionati il più vicino alla superficie del pavimento, cercando di evitare manovre non necessarie di sollevamento e movimento laterale.
Al momento si stanno facendo molte ricerche per cambiare e migliorare le tecnologie correnti sui motori e ottenere unità ibride, ma il signor Ellison non crede che cambiamenti importanti di questo genere siano imminenti. Ci ha spiegato: “Queste tecnologie ancora sono quasi esclusivamente di tipo sperimentale; alla fin fine, credo che si impiegheranno da 5 a 10 anni prima che possano essere adottate in un modo sostenibile. Quindi, in un futuro vicino, gli operatori continueranno a prendere in considerazione il costo di un carrello elettrico a paragone di uno LPG o a diesel e naturalmente la decisione finale sarà presa secondo i requisiti operativi”.




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