La sfida per il team responsabile della sicurezza in tutto il luogo è duplice: il pubblico generale e i carrelli si muovono nella stessa zona e poi il fatto che i carrelli non appartengono alla società che gestisce il mercato, ma ai bancarellisti.
In tutto il mercato però esiste un regime molto rigoroso per quanto riguarda la sicurezza: ci sono dei sentieri per pedoni ben indicati, un limite di velocità severo di cinque miglia l’ora per i carrelli nelle zone coperte e 10 miglia al di fuori. Inoltre, agli operatori, è permesso guidare sul luogo soltanto quando hanno dimostrato di avere una patente valida, un certifi cato corrente di addestramento per la guida dei carrelli e il permesso di guidare entro la zona del mercato. In più, devono indossare giacche ad alta visibilità e ai proprietari o operatori si chiede di fornire una prova del fatto che il carrello è stato mantenuto nel modo giusto. Queste regole, aggiornate come risultato di un monitoraggio e di una valutazione del rischio, sono fatte osservare da una squadra di 16 agenti impiegati dal mercato stesso.
Un portavoce per la società ci ha spiegato: «Al momento seguiamo un sistema secondo il quale un operatore può sbagliare soltanto tre volte, poi viene sospeso fino a che ottiene le dovute qualifi che; però, dato che potrà ottenere le nuove qualifi che durante il periodo di avvertimento, il valore scoraggiante della penalità è abbastanza basso. Di conseguenza, ai primi dell’anno prossimo introdurremo un sistema basato sui punti per cui sia l’operatore che il proprietario del carrello riceveranno dei punti che dureranno da uno a tre anni, a seconda della severità del reato. Gli operatori che eccedono il limite di velocità verranno sospesi per un mese e dovranno qualifi care di nuovo prima di poter operare sul mercato; il carrello non potrà essere usato per una settimana. Ciò dovrebbe rappresentare un disincentivo reale in modo che la responsabilità passi sia all’operatore che al proprietario del carrello».
La sfida per il team responsabile della sicurezza in tutto il luogo è duplice: il pubblico generale e i carrelli si muovono nella stessa zona e poi il fatto che i carrelli non appartengono alla società che gestisce il mercato, ma ai bancarellisti.
Prendere il tempo dovuto per assicurare un luogo di lavoro sicuro non è soltanto auspicabile, in genere è anche richiesto dalla legge. Mentre ogni nazione europea possiede la propria legislazione, secondo BITA i principi relativi alla sicurezza dei carrelli, centrati sulla valutazione del rischio, sono pressoché gli stessi in tutte le nazioni. In Italia la normativa dà particolare importanza all’educazione per cui gli operatori dei carrelli devono seguire qualsiasi tipo di addestramento che potrebbe ridurre ulteriormente il rischio. In Francia, invece, prima di poter ottenere dal proprio datore di lavoro una licenza di cinque anni, un operatore deve assoggettarsi ad un addestramento teoretico e pratico, oltre che ad una visita medica di controllo.
«Al momento seguiamo un sistema secondo il quale un operatore può sbagliare soltanto tre volte, poi viene sospeso fino a che ottiene le dovute qualifiche»
Per ottemperare alle regole i governi nominano istituzioni speciali che controllano se queste sono state seguite oppure no. In Olanda, il Ministero degli Affari Sociali e del Lavoro usa l’ispezione della manodopera per monitorare i risultati; le società possono ricevere una visita di controllo anche se non ne sono stati informati in precedenza. Malgrado ciò però nell’ultimo decennio non si è notata una diminuzione degli incidenti che coinvolgono i carrelli. Per aderire alla normativa, ogni società deve addossarsi la responsabilità principale di aumentare i propri sforzi al proposito.

Gestione della sicurezza
Esistono due catene distinte di responsabilità per la sicurezza nell’ambiente operativo dei carrelli. A detta di Pete Lennon, responsabile per il trasporto sul luogo di lavoro dell’organizzazione inglese Health & Safety Executive, «essenzialmente, il datore di lavoro è responsabile per assicurare che il posto di lavoro sia stato appositamente progettato e venga gestito in modo effi cace per garantirne la sicurezza; che sia stato dato il carrello giusto per quel particolare compito e che siano stati adottati i sistemi necessari per una manutenzione e ispezione regolare dell’unità».
Quindi, spetta al manager assicurarsi che l’operatore sia stato adeguatamente addestrato, sia sorvegliato e lavori in modo sicuro. «Sfortunatamente, la grande maggioranza degli incidenti con i carrelli è dovuta ad operatori non addestrati, che non hanno avuto il permesso di lavorarci», ci ha spiegato Ian Whyte, un addestratore con RoSPA.
L’addestramento degli operatori, che deve essere stato appositamente progettato per il tipo di carrello guidato da quella persona, può essere eseguito in fabbrica da un istruttore con le dovute qualifi che, oppure da una società accreditata nel settore. Soltanto dopo aver completato con successo un esame di teoria e pratica verrà rilasciata l’apposita patente, però esiste sempre il pericolo che gli operatori diventino troppo facilmente compiaciuti e ciò fa aumentare il numero degli incidenti. È essenziale eseguire il dovuto monitoraggio, organizzare corsi di aggiornamento per ovviare agli standard in diminuzione e assicurare che le conoscenze e la specializzazione rimangano sempre correnti.
«Essenzialmente, il datore di lavoro è responsabile per assicurare che il posto di lavoro sia stato appositamente progettato e venga gestito in modo effi cace per garantirne la sicurezza; che sia stato dato il carrello giusto per quel particolare compito e che siano stati adottati i sistemi necessari per una manutenzione e ispezione regolare dell’unità»
Secondo il signor Whyte «si deve controllare il comportamento dell’operatore in qualsiasi momento tramite una buona supervisione. Se non guida in modo sicuro, dovrebbe perdere la licenza».
Esisteranno sempre dei pericoli, dopotutto i pedoni e i carrelli operano molto vicini l’uno all’altro e quindi devono essere tenuti il più lontano possibile, ma le pressioni del mondo reale non rendono così facile far osservare la normativa. Tutto il personale - compresi gli amministratori - dovrebbero essere addestrati sui pericoli dei carrelli e sul modo in cui essere protetti. Molte società interessate a risolvere questo problema usano delle segnalazioni ben visibili per rendere impossibile ignorare i sentieri per i pedoni e gli incroci pericolosi.
Spetta ai manager inoltre valutare e monitorare la condizione e il piano dello stabilimento, poiché, adottando misure abbastanza semplici, si possono ridurre considerevolmente i rischi. Basta contrassegnare i bordi delle baie e delle fosse di caricamento, assicurare che non ci siano ostruzioni nelle zone operative, implementare sistemi di guida a senso unico, eliminare curve troppo strette e mettere dei dispositivi di protezione contro l’impatto attorno alla base degli scaffali, colonne e attrezzatura.

Le unità giuste per quel particolare lavoro
La scelta del carrello giusto per quel particolare compito è critica; le concessionarie possono aiutarvi a prendere la decisione giusta.
Paul Fox, della concessionaria UK Cat® Lift Trucks, lavora nel reparto di gestione dell’impatto (Impact Handling) e ci ha spiegato: «L’unico metodo affidabile per decidere quale è il carrello giusto per quel particolare compito è eseguire un sondaggio di applicazione dettagliato e comprensivo. Ciò include prendere in considerazione i prodotti movimentati e il loro formato: pallet, gabbie, merce sciolta o sugli scaffali. Noi valutiamo l’ambiente in cui dovrà lavorare il carrello, dove sarà trasportato il prodotto - all’interno o all’esterno – se posto su uno scaffale, a quale altezza, ecc..».
Paul Fox, della concessionaria UK Cat® Lift Trucks, lavora nel reparto di gestione dell’impatto (Impact Handling) e ci ha spiegato: «L’unico metodo affi dabile per decidere quale è il carrello giusto per quel particolare compito è eseguire un sondaggio di applicazione dettagliato e comprensivo. Ciò include prendere in considerazione i prodotti movimentati e il loro formato: pallet, gabbie, merce sciolta o sugli scaffali. Noi valutiamo l’ambiente in cui dovrà lavorare il carrello, dove sarà trasportato il prodotto - all’interno o all’esterno – se posto su uno scaffale, a quale altezza, ecc..».
In generale, i carrelli sono forniti con dettagli sul peso e sull’altezza di sollevamento sicuri; in pratica però, il peso massimo sicuro dipende da diversi fattori che potrebbero includere il gradiente e le condizioni della superfi cie del suolo -particolarmente nei lavori edilizi - se è usato l’accessorio giusto per il sollevamento e la natura del carico. Nel Regno Unito, l’organizzazione Health & Safety Executive (responsabile per la sicurezza sul lavoro) è dell’opinione che è possibile stabilire il carico di sollevamento sicuro in una valutazione generica del rischio, facendo però attenzione al fatto che i carichi non usuali non sono poi tanto rari.

Il signor Lennon ha precisato: «L’operatore del carrello dovrà usare la propria abilità per valutare il metodo migliore per movimentare quel carico» ed assumersi la responsabilità ad un livello pratico. Un operatore non deve semplicemente entrare nel carrello, accenderlo, partire e movimentare la merce, ma usare costantemente le proprie conoscenze ed esperienza per valutare il peso e il centro di gravità del carico, ad esempio, e decidere il modo migliore per muoverlo in modo sicuro entro la capacità di sollevamento dell’unità e l’ambiente operativo. «Prima di far partire il carrello, l’operatore deve inoltre essere convinto del veicolo dovutamente mantenuto ed eseguire un controllo dell’abitacolo per assicurare che tutto sia in buon ordine e funzioni al modo giusto».
Un regime effi cace preventivo e di manutenzione come raccomandato dal produttore garantirà sempre un veicolo in buone condizioni e completamente operativo, ma si dovrebbero anche eseguire controlli settimanali regolari per evitare problemi che poi potrebbero diventare pericolosi. La legge richiede che i carrelli siano sottoposti ad un esame completo (TE = Thorough Examination) ogni 12 mesi, eseguito da un esperto indipendente, cioè un test equivalente a quello per le automobili con una relazione approfondita. «Nella mia nazione i carrelli devono essere controllati ogni 6 mesi da tecnici esperti tramite prove statiche e dinamiche, oltre che per la sicurezza delle parti» ci ha spiegato Nicolas Perez di Aprolis, Francia. Nel caso in cui si verifi chi un incidente, questa relazione di collaudo rappresenta uno dei primi documenti controllati da un ispettore.
Sul mercato londinese della frutta e verdura, un’applicazione costante delle regole viene considerata fondamentale per migliorare gli standard di sicurezza.
Lo stesso portavoce ci ha spiegato: «Abbiamo adottato un approccio in comune, negoziato tra i responsabili per la sicurezza sul lavoro e l’associazione dei locatari del mercato. Desideriamo che la gente rispetti le regole per la sicurezza sul lavoro, non le consideri una punizione. Il nostro compito è assicurare che tutti lavorino in un ambiente sicuro; loro proteggono la propria attività e noi le persone che usano il mercato».
Un ambiente di lavoro sicuro è un ambiente costantemente monitorato e sul quale si fanno rispettare pratiche continuamente aggiornate; a sua volta, l’ottemperanza continua a regole e procedure operative sensibili ci permetterà di superare le abitudini sorpassate e la resistenza ai cambiamenti.




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