In In un sondaggio recente, eseguito nel novembre 2009 tra i manager senior e più influenti in organizzazioni (soprattutto) di manifattura, il 75% degli intervistati ha concordato che la profondità della recessione corrente ha avuto come risultato dei cambiamenti strutturali significativi sui loro mercati. Questi turbamenti strategici creano panorami nuovi di persone che perderanno o vinceranno nel futuro.
Molti manager di parchi sono sopravvissuti alla recessione facendo di più con meno mezzi o interrompendo qualsiasi attività. Per esempio, uno dei punti focali per molti utenti di carrelli negli ultimi 20 mesi è stata la razionalizzazione del parco, con meno carrelli che facevano lo stesso lavoro (o addirittura anche di più).
In genere, si è ottenuto questo risultato aumentando la capacità dei carrelli usati, standardizzando l’attrezzatura (cioè gli accessori) oppure scegliendo un miscuglio diverso nel parco. Tutto ciò rappresenta una sfida interessante per le concessionarie che devono passare dalla vendita dell’attrezzatura a un ruolo di ‘consulente’ commerciale per il cliente. I fornitori di prodotti per la movimentazione dei materiali devono capire la struttura dei costi dell’attività del cliente e pensare in modo innovativo al modo in cui possono diminuirli. Questo non significa soltanto guardare alle ore e al ritmo d’uso, ma potrebbe anche comportare di prendere di nuovo in considerazione le operazioni con occhi diversi e pensare in modo creativo per dare al cliente soluzioni differenti.
Una sfida sta nel fatto che si deve pensare agli aspetti più lati delle operazioni, ad esempio alla gestione degli accumulatori, alla scaffalatura, al movimento dei pallet e alle operazioni della merce in entrata e in uscita.
Un metodo di vincita abbastanza veloce spesso è la standardizzazione dell’attrezzatura, ad esempio gli accessori. Un produttore di derrate alimentari recentemente ha standardizzato il proprio dispositivo di rotazione su tre carrelli, invece di uno dedicato soltanto ad un carrello singolo. In questo modo ha potuto allargare l’uso ed il logorio su diverse unità, migliorare i tempi di recupero e di lavoro ed ottimizzare l’operazione di movimentazione dei rifiuti.
A detta di Crepa, una concessionaria della Cat Lift Truck, ciò rende il ruolo delle concessionarie più importante ed interessante, ma necessita anche di conoscenze diverse. Oltre a buone abilità personali, conoscenza del prodotto e del settore, i responsabili clienti dovranno essere flessibili ed adattarsi alle nuove condizioni, con un buon livello di creatività e possibilità di risolvere i problemi.
In effetti, secondo il sondaggio, uno dei fattori principali per anticipare il successo di un’impresa nel nuovo mondo post-recessione sarà l’abilità di adattarsi ai cambiamenti nelle richieste dei clienti. Quasi tre quarti degli intervistati credono che la mancanza di flessibilità, innovazione e creatività sul lavoro rappresentino i maggiori rischi per il futuro successo della loro attività. Quindi, per conservare e sviluppare clienti leali e profittevoli, sono necessarie nuove abilità per collaborare, creare valore e innovare.
Queste conoscenze sono evidenti in tutta la rete delle concessionarie della Cat Lift Truck considerevolmente aiutate dal desiderio della società stessa di lavorare in collaborazione con le proprie concessionarie, come un vero partner. Il catalizzatore per ciò spesso deriva da clienti che sembrano ‘difficili’; in particolare, le organizzazioni a base snella sono particolarmente interessate a migliorare i processi chiave, usare meno risorse e dare continuamente più valore al cliente. È naturale che richiedano lo stesso impegno dai propri fornitori.
Ad esempio, una grande fabbrica globale di automobili possiede un parco di 90 carrelli della Cat Lift Truck che rimorchiano convogli di 6 tonnellate in uno stabilimento di ricevuta Roll On-Roll Off. Il carrello con operatore a piedi in precedenza non era efficiente dal punto di vista del numero dei movimenti dell’operatore e risultava nella sua stanchezza. In conseguenza di ciò la Cat Lift Truck, collaborando con la concessionaria, ha sviluppato il modello Cat NTR30N, che aiuta lo stabilimento a raggiungere i propri obiettivi ‘lean’.
Crepa crede che portando questo tipo di miglioramento alla fase seguente si potrebbe ottenere un ‘super carrello’.
Rogier van der Hoeven, il rappresentante e manager del settore marketing della Crepa, ha spiegato: «Mentre la flessibilità è assolutamente importante in tempi difficili, il maggior desiderio dei clienti è veramente un approccio che prende in considerazione il costo totale del processo; e il 60% del costo totale di uno stabilimento è la anodopera. Se è possibile renderla più efficiente si potrà aiutare al cliente a ridurre i costi considerevolmente, ma per farlo si deve guardare all’intero processo operativo ed i costi pertinenti. Alla fine, i clienti cercano veicoli che possono fare il lavoro di due o più persone, poiché ciò significa che non risparmieranno soltanto il costo della macchina, ma anche quello più alto della manodopera associata».
«Mentre la flessibilità è assolutamente importante in tempi difficili, il maggior desiderio dei clienti è veramente un approccio che prende in considerazione il costo totale del processo;»
Questo tipo di ‘super carrello’ può essere ottenuto anche tramite una buona gestione degli accumulatori; nel 2009 la vendita dei carrelli a contrappeso elettrici ha superato quella di veicoli con motori IC per la prima volta da quando si è cominciata ad annotarne la storia. Una gestione intelligente degli accumulatori sull’intero parco di carrelli elettrici potrà significare un aumento di quattro volte sulla vita del turno e quindi della produttività.
Indipendentemente da quanto avverrà in futuro - ossia la marcia inevitabile della produttività snella, la richiesta della sostenibilità e, post-BP, la ricerca dell’ottemperanza alle misure di sicurezza - una cosa è certa: le concessionarie dovranno adattarsi ai requisiti in continuo cambiamento dei propri clienti. Il sondaggio conclude che tutto si riduce alle proprie abilità: abbiamo bisogno di un cambiamento modello nei nostri metodi di lavoro e gestione per sopravvivere sui mercati nuovi dopo la recessione. E voi, siete pronti per la rivoluzione?




Commenti
Invia nuovo commento