Attrazione dell’automazione

L’automazione dei magazzini rappresenta un concetto attraente, ma una risposta unica non va bene per tutti. La valutazione dei requisiti, seguita dall’installazione dei sistemi appropriati, garantirà risultati migliori.

È facile vedere l’attrazione delle operazioni automatizzate nei magazzini, ma gli esseri umani continuano ad avere diverse prerogative sulle macchine: imparano più velocemente e possono rendersi conto ed adattarsi alle circostanze in continuo cambiamento. Inoltre, sono molto più flessibili.

Un magazzino completamente automatizzato funziona meglio con prodotti della stessa dimensione

Con questo non si intende affermare che l’automazione non può essere incorporata nelle operazioni di logistica: i sistemi automatizzati rientrano in diverse categorie, da quelli abbastanza semplici a quelli molto più complessi, ma la maggior parte sta nel mezzo. La domanda da porsi è: «Quanta automazione e dove?».

Martijn Ligtvoet, un consulente magazzini presso la concessionaria olandese della Cat Lift Truck, Crepa, ci ha spiegato: «Un magazzino completamente automatizzato funzionerà estremamente bene quando tutta la merce avrà la stessa dimensione e peso e sarà prodotta nell’arco di un periodo abbastanza lungo». Un magazzino integrato e completamente automatizzato garantisce operazioni veloci e molto affidabili, oltre che considerevoli risparmi nel tempo necessario per effettuarle, ma se i prodotti cambiano in continuazione dimensioni e peso, gli operatori perdono tempo nel prendere in considerazione i vari aspetti. «È sempre necessario cercare la soluzione migliore per il magazzino o il luogo. La Crepa esegue sempre dei sopralluoghi, poiché due situazioni non sono mai assolutamente uguali».

Un miscuglio ideale

Nella maggior parte dei casi un misto di operazioni automatizzate e manuali rappresenta la soluzione migliore poiché offre un insieme di alte velocità di impilaggio e fl usso medio di movimentazione, con meno attrezzatura per gestire il materiale; inoltre, procura molte informazioni sulla gestione e può essere ottimizzato quando necessario dato che rende più facile il prelievo dei pezzi in modo fl essibile.

Bokode: il nuovo arrivato sul mercato

Le innovazioni nell’automazione hanno come risultato il fatto che sul mercato è sempre possibile trovare nuovi congegni, dispositivi e aggiornamenti; nel passato i codici a barra erano nuovi e non ancora sperimentati; è probabile che almeno una delle tecnologie in emergenza al momento diventerà essenziale in futuro. Le etichette RFID sono diventate ben conosciute, benché non abbiano ancora conquistato tutti, però l’uso sta aumentando mano a mano che diventano più piccole e robuste. Il nuovo arrivato sul mercato è il bokodes, cioè un dispositivo di 3 mm di diametro capace di memorizzare migliaia di volte più informazioni delle etichette a strisce ormai familiari. Al momento è formato da un LED coperto da una piccola maschera e una lente; le informazioni sono memorizzate nella luce che emerge dalla maschera, più o meno luminosa a seconda dell’angolo da cui si osserva. Tra i vantaggi presunti ci sono la dimensione e il fatto che le informazioni possono essere lette da angoli
diversi e a maggior distanza che con i codici a barra. Inoltre, si può usare anche un cellulare standard con una camera, in modo da rendere l’infrastruttura relativamente a basso costo.

I bokodes costano da soli circa $5 ciascuno, ma la maggior parte del costo è rappresentato dalla necessità corrente di una lente e di un display LED più potente. Mano a mano che diventeranno passivi, il prezzo diminuirà ma la capacità di informazioni resterà la stessa. La loro fl essibilità - compresa la possibilità di essere letti a distanza on line - potrebbe renderli indispensabili, ma al momento non è chiaro se conviene afferrare quest’opportunità con entrambe le mani.

Scansione di un pacchetto su sistema informatizzato di trasporto magazzino

Una ricetta più compatta

Edward Hutchison, il Managing Director di BITO Storage Systems, parte della BITOLagertechnik Bittmann GmbH, che produce sistemi di magazzinaggio e prelievo del prodotto, ha dichiarato: «La recessione ha fatto sì che molte società abbiano consolidato le proprie operazioni ottenendo il più possibile dallo spazio già disponibile, piuttosto che investire in operazioni addizionali. Ciò signifi ca invariabilmente che necessitano di un magazzinaggio e soluzioni di prelievo del prodotto più compatte. Inoltre, stanno cercando diversi metodi di prelievo per ridurre i costi ed assicurare una consegna del prodotto più economica possibile». Ma l’automazione, con conseguente riduzione dei salari, talvolta potrebbe essere una tentazione cui resistere.

«A causa della recessione molte società si sono consolidate… piuttosto che investire in uno spazio addizionale»

A detta di Nigel Bailey, consulente senior nella ditta indipendente di consulenti Davies & Robson, «spesso la decisione di automatizzare le operazioni non rappresenta la soluzione giusta». Tra i fattori infl uenzanti si annoverano una richiesta uniforme e questioni esterne, ad esempio il prezzo dei terreni e i requisiti per la sicurezza. «Se avete un livello di richiesta considerevole e fluttuante forse potreste essere in grado di automatizzare parte delle operazioni, ma non tutte». Però, per automazione non si intendono soltanto veicoli con robot e nastri trasportatori motorizzati.

«In un sistema di gestione wireless l’operatore di un carrello sa cosa fare grazie all’auricolare, ma con il prelievo a voce il computer dice all’operatore cosa fare, lui lo fa, poi dichiara che è stato fatto e passa al compito successivo», ci ha spiegato il signor Bailey. Ha detto che sistemi di questo genere sono abbastanza popolari tra gli operatori stessi, malgrado suggerimenti di disumanizzazione e soffocamento dell’iniziativa, poiché le istruzioni sono chiare ed è più facile da seguire che con la tradizionale tavoletta e i fogli di carta. L’interazione degli uomini con i sistemi
automatizzati sembra che stia diventando la norma, ma in quale miscuglio e grado?

Costo degli ingredienti

A detta del signor Hutchison, «una società potrebbe sempre scegliere un investimento a lungo termine in una soluzione automatizzata». Poiché ciò necessita di una spesa iniziale considerevole, deve poter avere la possibilità di garantire molti miglioramenti nella produttività e nel risparmio di personale, ma la dimensione dell’investimento iniziale signifi ca che il ritorno sui soldi spesi dovrà essere misurato in anni. Un miglioramento ad un livello più basso, come ad esempio un magazzinaggio immediato con capacità utile della confezione, signifi cherà un risparmio minore nel personale, ma dato che l’investimento è relativamente piccolo, il periodo di ritorno sui soldi spesi ammonterà soltanto ad alcuni mesi. In entrambi i casi prima di prendere una decisione si raccomanda di fare un sopralluogo.

Il signor Hutchison ha dichiarato: «In generale conviene ottenere un’idea appropriata da un fornitore e poi contattare un consulente esperto del settore che potrà trovare la miglior soluzione e preparare un piano di richiesta per qualsiasi attrezzatura necessaria». Il signor Ligtvoet è d’accordo a grandi linee. La Crepa lavora esclusivamente con Mecalux, una delle società più importanti del mondo per soluzioni di scaffalature e stoccaggio. Con il sopralluogo si esaminano i costi totali del processo e il fl usso di logistica; si disegnano piani per i pavimenti e si producono programmi di simulazione - ora un elemento sempre più importante del processo - .Crepa li trova molto utili per analizzare le decisioni da prendere. Inoltre, i sopralluoghi sono anche un metodo utile per dare al cliente una presentazione concreta del modo in cui si può migliorare l’efficienza e il costo dell’intera operazione. Tra i fattori da prendere in considerazione ci sarà, se è possibile, quello di riconfi gurare il magazzino in uno con corridoi più stretti in modo da avere più posizioni per i pallet. Il passaggio ai corridoi più stretti signifi cherà prendere in considerazione anche altri dispositivi meccanici per la movimentazione del prodotto, ad esempio i carrelli.

Un magazzino di distribuzione con linee di trasporto automatizzate

A detta del signor Hutchinson: «Si potrebbe anche prendere in considerazione la riconfi gurazione del piano tipico di un magazzino che esegue il prelievo e la messa in posizione dagli stessi corridoi ad uno con disposizioni diverse dato che ciò avrebbe anche un effetto positivo per la sicurezza sul lavoro dell’intera operazione». Parlando delle scaffalature - è facile poterle riconfi gurare? - «una cosa che facciamo frequentemente in questo momento è cambiare il sistema di scaffalatura dei pallet a rotoli in uno su terra con stoccaggio temporaneo ai livelli superiori».
A detta del signor Bailey, le società sono più disposte a prendere in considerazione sistemi a carosello e a piccoli carichi, comprese le unità a ‘paternoster’. Durante il sopralluogo si prenderà in considerazione il magazzino e l’attrezzatura e si farà una verifi ca dell’intera situazione al momento, oltre a quali miglioramenti si potrebbero apportare in futuro.
Armonia tra uomo e macchina

Il signor Ligtvoet ha dichiarato: «Impariamo le lezioni degli altri settori; la logistica è dinamica e cambia spesso. L’automazione ha migliorato di molto le cose». Indipendentemente dal fatto che una società cerchi di migliorare le proprie operazioni entro lo stabilimento già esistente oppure trasferirsi in un locale nuovo, le raccomandazioni rimangono le stesse: un sopralluogo completo e forse una simulazione assicureranno che le disposizioni prese siano quelle più adatte per le necessità dell’attività. L’analisi del processo fase per fase offre l’opportunità di scegliere quale sia la soluzione migliore per ogni ubicazione.

Autunno 2010, Numero 11, Ruari McCallion

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